ERNIA e PROTRUSIONE DEL DISCO VERTEBRALE: Le uniche responsabili di lombosciatalgia, cervicobrachialgia e altre irradiazioni dolorose?

Spesso il reperto radiologico di un’ernia o protrusione del disco vertebrale in un paziente affetto da lombosciatalgia, cervicobrachialgia o altre irradiazioni dolorose al tronco induce ad intraprendere una battaglia esclusivamente nei confronti di quella piccola porzione di tessuto.

A volte però una tale sintomatologia può essere provocata anche da problematiche dei legamenti vertebrali, dei muscoli e tendini lombari, della fascia, dei vasi, dei nervi e da problemi distanti che non hanno nulla a che fare con la schiena. Si genera così una pseudo radicolite cioè una sindrome che sembra correlata alla compressione da parte dell’ernia ma che invece non proviene (o non del tutto) da lì.

Evidenti ernie e protrusioni del tutto asintomatiche anche se di dimensioni significative.

Ernie e protrusioni estremamente dolorose anche se piccole.

Dolori localizzati da un lato del corpo mentre alle indagini ernie e protrusioni vengono rilevate da quello opposto!

Sembrano barzellette ma la spiegazione è intuibile da quanto scritto poco sopra.

Per questi motivi può essere preferibile una terapia “allargata”. Piuttosto che un approccio esclusivamente intradiscale all’ernia risulta spesso vincente quello dell’infiltrazione paravertebrale di ossigeno ozono (che raggiunge per diffusione la zona del disco, della radice nervosa, delle articolazioni vertebrali, dei legamenti e della muscolatura paravertebrale) seguito dal trattamento del resto delle strutture nell’area della schiena e della nevralgia irradiata che può avvenire con microiniezioni sottocutanee di ossigeno ozono piuttosto che con agopuntura a finalità neurologica.

La via di somministrazione paravertebrale di ossigeno ozono è la più utilizzata, è la meno invasiva, non utilizza radiazioni ionizzanti ed è più approcciabile.

Di estrema importanza è infine il fatto che una sindrome dolorosa della schiena (con o senza irradiazioni dolorose) potrebbe non originare dalla schiena. È necessario considerare tutti i possibili attori della sintomatologia (ad esempio apparato digerente, ginecologico, prostata, alterazioni morfologiche e funzionali dell’apparato locomotore che si ripercuotono a livello della schiena, ecc…..) anche quando la causa sembra chiara e localizzata e soprattutto quando non c’è stata una risposta attesa a precedenti terapie convenzionale farmacologiche, fisiche, fisioterapiche e a volte anche chirurgiche! In tutti questi casi la terapia per essere efficace dovrà trattare il problema all’origine e questo è possibile in prima battuta anche con metodiche di Medicina di regolazione.


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